Porcelain.
I stretch it, paint it, fold it, going to the limits of its strength, fragility and transparency.
It often leaves me in desperation because of its fragility.
It leaves me breathless with the feeling of happiness to see its fragile intensity.

30.8.10

Grazie a Stefania Romanelli qui c'è una traduzione in italiano dal pezzo di Schnuppe von Gwinner  (original post):

I lavori in porcellana di Margrieta Jeltema conducono questo materiale a superare definitivamente i suoi limiti. I soggetti nascono sulla base di modelli di carta, da cui si distanziano sempre più per diventare qualcosa di unico. Possono essere ciotole, ma anche fiori o una semplice mano. Le forme si intrecciano con significati e associazioni, le quali nascono in modo del tutto individuale da parte dell’osservatore - proprio dopo che lo stupore per la tenerezza venga sostituito dalla gioia della scoperta. Così sformata, sgualcita, sfrangiata la porcellana nega sé stessa. Simula flessibilità e morbidezza - e solo quando la si tocca questa illusione scompare. L’inganno dei sensi trova qui il suo apice, poetico ed ispiratore.

23.8.10

selected for the Gold Coast International Ceramic Award 2010

a Waterlily in Australia                                                                                                                                                                                        
    from 21 August -17 October 2010