I stretch it, paint it, fold it, going to the limits of its strength, fragility and transparency.
And it often leaves me in desperation because of its fragility.
It leaves me breathless with the feeling of happiness to see its fragile intensity.

13.9.17

a taste of the article that will be published in the October issue of the beautiful "De kleine K" ceramic's magazine.

Voorproefje van nummer 34, oktober 2017! Gratis inspiratie en knowhow!
Margrieta Jeltema maakt ragfijne werken van porselein. Ze laat zich inspireren door oeroude tradities en probeert haar werk kenmerken van papier mee te geven. Experimenteren is haar tweede natuur en onverwachte ontdekkingen zijn ....


11.7.17

Obras finalistas CICA 2017

Obras finalistas CICA 2017 

Museu de Ceràmica de l'Alcora - CICA

Spain


If you would like to vote....

 there are my peony flowers as well.







bone china


9.7.17

how to make a porcelain flower

start here :


..........Je ne le fais que parce que je ne sais pas encore exactement ce che je veux faire, cela que je voudrais tant faire.......



«Si je devais écrire un livre pour communiquer ce que je pense déjà, avant d'avoir commencé à écrire, je n'aurais jamais le courage de l'entreprendre. Je ne l'écris que parce que je ne sais pas encore exactement quoi penser de cette chose que je voudrais tant penser. [...] Je suis un expérimentateur en ce sens que j'écris pour me changer moi-même et ne plus penser la même chose qu'auparavant.»Michel Foucault, 1978.




XIII Aveiro Biennial (Portugal)





 "Enchanted Vases" chosen for the XIII Aveiro Biennial of artistic ceramics

exposição de 28 de Outubro de 2017 a 4 de Dezembro de 2017, no Museu de Aveiro | Santa Joana. 

17.6.17

This made my day : I found  Wendy Tan's blog , where she writes: "Top Ten Global Artists. These artists's works are inspire my works. I like artworks are organic form and related to nature."




I'm honored to be in her ten favorite inspirations.., I am in good company too.. :-)






17.10.16



photograph @Alliages

with Caterina Roma, Christine Bruckner, Christine Claerhout, Fabio Ciancaglini, Françoise Bertin, Izabela Jolanta, Juli About, Margot Thyssen, Margrieta Jeltema, Marie Mora, Monique Voz, Oana Stoica, Philippe Lucas, Rita Hendrickx, Sasha Wardelll, Sophie Luline, Thomas Petot, Tiffany Leach, Ute van der Plaats & Valérie Caulemans












1.5.14

Jazz-me-Blues-Flowers






a homage to Sidney Bechet

porcelain 'flowers' with blue 'tattooed' rims - oxides and gold
inside glazed

3.3.14

eggshell-thin porcelain bowls, sad and sweet like cajun music...

sweet sugar & secrets from Margrieta Jeltema on Vimeo.

inspiration and workplace

My Atelier (Enchanted Flowers) from Margrieta Jeltema on Vimeo.

In the backgarden of my house is a terrace that became an atelier. Here I make my porcelain sculptures and here I get inspired by the delicate plays of light and shadow all around me.

The slideshow with pictures of my atelier and surroundings was made on request of the curators of the 6th World Korean Ceramics Biennial 2011. It has been used for a video about the workplaces of artists who participated in the exhibition.

26.9.13

18.1.13

From the blog Nefelomanzia: Recensione: La schiuma dei giorni



Repost  from Nefolomanzia : a review by +Giulia Mandrioli . beautifully written with great insight!


  


                                      Una lunga poesia triste

Forse è per l’ansia di dover scrivere questa recensione (per la cronaca, è l’ultimo debito del 2012), ma ultimamente ho ripensato spesso a La schiuma dei giorni. Lo stile naif e surreale, alcune immagini incredibili come quella del pianocktail, (il pianoforte che, insieme alla musica, produce cocktail), il fondo amarissimo di questa storia… Non pensavo che mi sarebbero rimasti così impressi.

Ma andiamo con ordine. Tutto è cominciato a novembre, alla mostra “A Milano c’è il mare” presso lo Spazio Nibe di via Hajec, in cui mia zia, Margrieta Jeltema, esponeva alcune opere. Tra le sue creazioni ce n’era una particolarmente bella, intitolataL’écume des  jours (nella foto)Il mio francese zoppicante e la mia scarsa cultura mi hanno portato a chiedere spiegazioni. «Ma come – mi chiede Margrieta – non hai mai letto Boris Vian?». Ovviamente no, ma dal titolo sembra interessante.
Tempo due giorni, e finisco ad una visita guidata dentro laMarcos Y Marcos. Mentre i due fondatori ci propongono le loro lodevoli iniziative editoriali, io mi guardo in giro. E in bella vista, all’ultimo piano, mi trovo davanti niente di meno che un enorme poster con la copertina della Schiuma dei giorni. A quanto pare, una specie di manifesto della casa editrice. Va be’, per farla breve, due segni in tre giorni mi sono sembrati sufficienti: sono andata in biblioteca e mi son procurata il libro.
E veniamo infine al libro.

Colin è un giovane bello, buono e pure ricco, a cui, per essere perfettamente felice, manca solo una fidanzata. Fortunatamente a una festa incontra la dolce Chloe e, con lei, può coronare il suo sogno d’amore. A condividere la loro gioia, una zuccherosa coppia di amici: Chick, ingegnere squattrinato e appassionato di Jean-Sol Partre e la meravigliosa Alise. I quattro si intrattengono tra surreali svaghi e sdolcinate smancerie. Tutto sembra perfetto, ma, ahimè, proprio quando il lettore comincia a chiedersi se tra due pagine non gli verrà il diabete, le cose cambiano. Impercettibilmente, l’equilibrio si spezza, la meravigliosa pace dei protagonisti si incrina. L’atmosfera si fa ad ogni riga più pesante: chi aveva tutto, d’improvviso non ha niente. Il lettore questo salto proprio non se l’aspettava, e ci rimane quasi peggio dei protagonisti. Va bene limitare le effusioni in pubblico, ma quei quattro in fondo non facevano niente di male, erano pure buoni. C’era proprio bisogno di colpirli così duramente? A quanto pare sì, per dimostrare che il mondo è un brutto posto, o qualcosa del genere.

Lo stile surreale amplifica vertiginosamente la sensazione di caduta, facendo del paesaggio circostante un grande e distorto specchio dei sentimenti dei protagonisti. Dalle immagini lievi delle prime pagine, con le descrizioni dei pranzi pantagruelici e dei lussi sfrenati a cui Colin e i suoi amici si, si passa al disagio asfittico di un mondo che, anche fisicamente, si restringe ad ogni riga. L’effetto è convincente, e sicuramente in francese sarà più efficace che in italiano (anche se devo dire che ho trovato la traduzione di Gianni Turchetta molto curata e attenta).

E cosa dire infine del risultato complessivo? È un bel romanzo? Non lo so, non sono convinta, non direi.
Sicuramente è un libro strano: pesantissimo e potentemente critico verso la società contemporanea, basti pensare alle riuscitissime descrizioni sul mondo del lavoro, sul lavoro che aliena e abbrutisce. Sicuramente è un romanzo poetico, ricco di immagini stupende. È un’opera che a modo suo avvince, e trascina il lettore, incredulo, a scoprire la fine della tragica vicenda dei suoi innocenti protagonisti. È un’opera che, come dicevo all’inizio, rimane impressa e torna in mente come un monito, una cantilena triste.
Ecco, forse questo può essere un inizio di risposta: forse La schiuma dei giorni non ha la portata narrativa del romanzo, manca di approfondimento psicologico, di una conclusione convincente e di un sacco di altre cose. Forse è piuttosto come una lunga poesia: musicale, suggestiva, impressionante. Fatta per essere ammirata, più che capita fino in fondo.

Concludo con un paio di suggerimenti musicali (anche se in teoria non mi competono, Petro mi perdonerai): 

1. Le dèserteur, una canzone di Boris Vian stesso;

2. Chloe, di Duke Ellington: è la colonna sonora del libro, e secondo me ne descrive bene l'atmosfera :)

                                        Giulia Mandrioli